Cercare “condominio intelligente” online restituisce risultati molto diversi tra loro. C’è chi lo associa alla domotica, con luci e riscaldamento gestiti da remoto. C’è chi pensa alla sicurezza, con telecamere e sistemi di accesso digitali al posto delle vecchie chiavi. C’è chi lo lega all’efficienza energetica, con sensori che monitorano consumi e sprechi in tempo reale. Sono tutte definizioni corrette, ma parziali, perché la parola “intelligente” applicata a un edificio residenziale racchiude in realtà ambiti molto diversi tra loro, che vanno dall’impiantistica alla gestione degli spazi comuni.

Vale la pena guardare più da vicino a cosa si intende, in generale, quando si parla di smart building residenziale.

Le diverse facce del condominio intelligente

Nella sua accezione più tecnica, un condominio si definisce intelligente quando integra sistemi digitali capaci di raccogliere dati e automatizzare processi che un tempo richiedevano intervento umano. Questo può riguardare l’building automation, con termostati e centraline che regolano i consumi in base a orari e presenze. Può riguardare la sicurezza, attraverso videosorveglianza connessa e controllo accessi tramite app o badge digitali. Riguarda anche la comunicazione tra amministratore e residenti, sempre più spesso gestita da piattaforme che sostituiscono l’affissione della bacheca in portineria.

C’è poi un ambito meno raccontato ma altrettanto concreto, quello della gestione fisica di ciò che entra ed esce dall’edificio ogni giorno. Tra le tante cose che attraversano un condominio, i pacchi sono probabilmente quella più frequente e meno gestita in modo efficiente.

Il punto di vista di WIB: il condominio intelligente parte dai pacchi

Per WIB il condominio intelligente comincia da un problema molto pratico, quello del pacco che arriva quando il destinatario non è in casa. È una situazione che si ripete ogni giorno in migliaia di edifici, e che genera un piccolo cortocircuito logistico. Il corriere lascia un avviso, il residente deve organizzarsi per recuperarlo altrove, la portineria si carica di un compito che non le competerebbe.

Introdurre uno smart locker per la gestione dei pacchi significa risolvere questo punto specifico senza dover ripensare l’intero edificio. Il locker riceve la consegna al posto del residente, genera una notifica automatica e lascia che il ritiro avvenga in qualunque momento, con un codice o un QR, senza intermediari.

Non è un caso che sempre più gestori immobiliari, amministratori e sviluppatori residenziali stiano guardando ai locker come primo passo concreto verso un edificio più smart, prima ancora di affrontare interventi impiantistici più ampi. È un investimento contenuto, misurabile e che i residenti percepiscono da subito come un servizio in più.